La lezione
“La città è uno spazio un infinito limitato. Un labirinto dove non ci si perde mai” (Kobo Abe, 1967)
La città contemporanea è diventato il luogo del vagabondaggio senza meta, un labirinto, una metafora dello spaesamento urbano. Nel 2007 l’impressionate crescita delle popolazione mondiale urbana ha superato quella rurale. La città dell’urban sprawl e delle baraccopoli sconfinate non corrisponde più a un organismo, a un progetto, ma si presenta come una rete infinita di relazioni virtuali, senza un centro, senza una mappa e senza coordinate. Come ci si perde nella “città diffusa”? La città globale nasconde una realtà complessa e mobile, un mosaico di spazi differenti e frammentati ove è ancor possibile perdersi tra migliaia di sentieri, percorsi da cittadini multiculturali, stranieri ma allo stesso tempo attori e produttori dello spazio che li circonda. Il seminario intende mostrare esempi pratici, semplici esercizi e tecniche “sul perdersi” nella città. L’obbiettivo è di stimolare i partecipanti a vivere lo spazio urbano in una condizione di smarriment! o e osservare e la città con uno sguardo trasversale teso ad acquisire maggiore consapevolezza sugli spazi e i flussi urbani che attraversiamo ogni giorno.
Gli insegnanti, Alessandro Carboni, Riccardo Mantelli
Alessandro Carboni, da anni focalizza la sua ricerca sul corpo in relazione con lo spazio urbano. Il suo kow-how maturato come artista visivo, coreografo e performer. segue percorsi simili perseguiti negli ambiti dell’architettura, della geografia urbana, delle scienze congnitive e dei sistemi complessi. Negli ultimi anni, ha sviluppato numerosi progetti che hanno come obiettivo primario quello di capire il comportamento umano a partire dalla sua complessità interna e dall’interazione dei corpi tra di loro e con gli spazi urbani (pattern di movimento). E’ centrale in questa prospettiva l’interazione tra la micro e la macro scala e la presa di coscienza dell’universalità dei comportamenti collettivi che molto spesso prescindono dalla volontà del singolo. Insegna e svolge attività di ricerca Cina, Stati! Uniti, India, Europa e presso la School of Architecture di Hong Kong, la Central Saint Martin’s University of Art di Londra, e la Facoltà di Architettura di Cagliari dove coordina il LaDU: laboratorio di densità e trasformazione urbana. Recentemente ha iniziato il Complex Body Networks Research Lab in collaborazione con il Dipartimento di Fisica di Cagliari.
Riccardo Mantelli indaga da anni le derive misteriose dei dati nell’etere. Da anni lavora con le imperfezioni, con gli scarti e gli errori, con i rumori di ogni colore, e ne fa oggetti sensati, gustabili esteticamente. Esplora la città e le campagne alla ricerca di cose: oggetti, detriti, disturbi, basse frequenze, fantasmi elettromagnetici, pulsazioni misteriose. L’estetica del disordine e della decostruzione si accompagna in lui a un sostrato epistemologico che rende le sue esperienze qualcosa di molto più della ricerca della bellezza nello strano da parte di un amateur dell’irregolare o dell’erratico: ci intuisci la contemplazione ammirata della complessità del mondo, e l’idea che a contare non siano la definizione ultima, la dimostrazione incontrovertibile, ma l’indagine in sé, il percorso accidentato, la scarpinata apparentemente svagata.






